“La parabola delle stelle cadenti” di Chiara Passilongo – Mondadori, 2015

La parabola delle stelle cadenti“Immagina, papà, una brioche a forma di stella cadente, con ripieno di crema pasticcera al cioccolato bianco, con sopra Una glassa di cioccolato bianco e riso soffiato…  i bambini ne andranno matti, ne sono sicuro! E poi dobbiamo farla eccezionalmente morbida , stavo pensando a delle ore extra di lievitazione, per la pasta… E il nome! Si chiamerebbe ‘Tortina di San Lorenzo’”.

 

Achille Vicentini è un imprenditore veronese. Insieme al padre Francesco manda avanti una’azienda dolciaria nel piccolo centro di Borgo San Bartolomeo.

Diventa padre di due gemelli, Francesco e Gloria, il 10 agosto del 1981 e da questa data evocativa scaturisce l’idea di produrre quelle che diventeranno il cavallo di battaglia delle ditta, le tortine San Lorenzo. Mentre la sua impresa prospera, Achille si destreggia con impegno su più fronti: affari, politica e famiglia. Si prodiga affinché i figli possano avere una vita serena, indirizzata comunque al prendere in mano le sorti dell’azienda.

Ma non tutte le ciambelle escono col buco e molte delle cose da lui immaginate non solo si riveleranno un’utopia ma prenderanno una piega del tutto inaspettata. Non sempre il patriarca si troverà pronto ad affrontare le sfide che la vita gli presenterà, fino all’inaspettato epilogo del romanzo.

Ci troviamo in questo caso a leggere un libro che non racconta solamente un quadro familiare particolare ma anche uno spaccato di storia recente, una storia segnata cambi politici e socio economici molto importanti.

Chiara Passilongo è una giovane scrittrice all’esordio ed è stata per me una piacevole scoperta.

La trama pur spaziando in uno spazio temporale molto vasto (più di trent’anni) e comprendendo molto argomenti non è per nulla dispersiva e la scrittura scorrevole rende piacevole la lettura.

C’è da dire che essendo io coetanea dei gemelli molte delle loro esperienze sono molto vicine alle mie. Le situazioni scolastica e lavorativa da loro vissute mi sono molto chiara proprio perché sono analoghe alle mie. E’ stato molto facile per me entrare in empatia con loro, più con Francesco a dirla tutta.

Ve lo consiglio, tra merendine e panettoni senza glutine è stato piacevole entrare nella vita della famiglia Vicentini. Vita non sempre in discesa, ma come lo è quella delle persone normali alle prese con la quotidianità.

 

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