“Dente per dente” di Francesco Muzzopappa Fazi editore, 2017

dente per dente“Mi chiamo Leonardo, ho ventotto anni e abito in provincia di Varese.
Non sono stato pensato per essere un oggetto sessuale, per cui non immaginatemi bello, charmant e provvisto di muscoli pronti a guizzare fuori dalle braccia o dal petto. Evitate anche di immaginarmi in costume da bagno. Lo dico per voi.”

Si presenta così Leonardo, protagonista del libro edito da Fazi Editore, appassionato di motori e impiegato come custode al Museo di Arte Contemporanea di Varese conosciuto ai più come MU.CO. Museo che custodisce, neanche a dirlo, le opere più brutte create dai grandi artisti dell’arte moderna.

Trascorre le sue giornate a fulminare con lo sguardo i visitatori che non si attengono alle regole del museo ed a schivare gli inviti al Circolo di sinistra frequentato dal suo collega Ivan.
Fidanzato con Andrea, ragazza cattolicissima, si è rassegnato ad un rapporto senza nessun tipo di contatto fisico o, per dirla più religiosamente, senza nessun tipo di atto impuro.
Convinto che la sua sia una storia dalle salde radici, il mondo gli crolla addosso nel momento in cui trova la sua ragazza a letto con il suo vicino di casa, un modello per metà svedese. E non stanno dormendo.
Dopo una settimana passata a disperarsi, l’idea geniale. Rendere i suoi comandamenti ancor più vuoti di quanto lei non abbia dimostrato fossero.
Ne nasce VEV: il piano Vendicativo e Virile che consiste nell’infrangere ad uno ad uno i dieci comandamenti.
Prende il via una serie di scene a dir poco esilaranti che lo porteranno ad avere la sua vendetta.
“Le giornate perfette arrivano così, dopo aver lasciato per sempre la donna che ti ha tradito e dopo aver inabissato una macchina nel mare.”

Questo è il classico libro che ho giudicato dalla copertina. I colori vivaci mi hanno infatti attirato al romanzo come la luce attrae le zanzare in questo periodo. E mi è andata decisamente bene.
Ho riso, tanto. La scrittura ironica e frizzante mi ha portato all’ultima pagina in un batter d’occhio e non senza dispiacere.
Me lo sono immaginata Leo, lo sfigato con due dita in meno che si sente miracolato per aver avuto la fortuna di trovare la donna perfetta. E mi sono immaginata anche l’altro Leo, quello che pieno di rabbia infrange almeno una decina di leggi per avere la sua rivincita. Devo dire che ne uscirebbe un filmetto niente male!

Leggetelo, perché è un romanzo fresco e divertente.
E soprattutto sostenete la candidatura di Muzzopappa allo Strega per la categoria Best Use of Quadri!

 

Silvia

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